Distanze punti di interesse e Servizio

Torre Pedrera Centro mt 400                                                 Rimini km  6,5

Spiaggia mt 130                                                                          Italia in Miniatura km 2,9

Stazione Torre Pedrera mt 450                                              RiminiFiera km 5,9

Parcheggio  custodito a pagamento mt 600                      Palacongressi Bellaria km 8,6

Parcheggio gratuito via Eritrea mt 350                               Palacongressi  Rimini km 10,6

Parcheggio gratuito via Gebel mt 450                                  Casa di cura Sol et Salus km 1,4

Banca mt 200                                                                                 Ikea Rimini  km 7,4

Bus 4  Fermata 29 (Dir.Rimini) mt 200                                 Decathlon km 11

Supermercato  mt 290

Farmacia mt 200

Edicola  mt 350

Tabaccheria mt 350

Poste  mt 260

Lavanderia a Gettoni  mt 900

 

A Torre Pedrera la vacanza mette tutti d’accordo,combinando interessi diversi , esaudendo le esigenze di tutti, ed  in modo particolare alle famiglie con bambini. La località offre sicuramente  vantaggi pratici:  più tranquilla e sicura rispetto al centro, ma raggiungibile in pochi minuti per la Movida Riminese ,con tutte le attrazioni  ed i suoi splendidi locali . La fiera di Rimini, a soli 4 Km fuori dal traffico cittadino è lo splendido e avveniristico Palacongressi  a 10 Km, sono  un invito alla clientela business.

Le spiagge della riviera Romagnola  con stabilimenti balneari e attrezzature in grado di offrire ogni genere di servizio: oltre ai classici ed immancabili ombrelloni con lettini per la vostra abbronzatura , anche lounge café per godersi gli aperitivi direttamente sul lungomare,  prendere un gelato , farsi uno  spuntino, e locali per ballare a piedi nudi sulla sabbia. Per gli amanti dello sport , campi da basket , da beach volley, beach tennis  e non senza le classiche bocce. Tra i tanti appuntamenti che la riviera riminese offre,quelli sportivi occupano un posto di rilievo. Riviera Beach Games, le olimpiadi dei giochi da spiaggia,  una tappa fondamentale ,  che da la possibilità di godere di manifestazioni sportive di altissimo livello direttamente in riva al mare.

Il lungomare di Torre Pedrera,  con la sua “isola pedonale” ,invita a piacevoli passeggiate serali con i vostri bambini, in  tutta sicurezza . Per i vostri bagni  le particolari scogliere a pochi metri dalla riva ,creano piscine naturali e sicure  per la gioia dei piu piccoli. Le prime ore del mattino offrono ,un lungomare quasi privo di traffico,un invito a corse  o rilassanti  passeggiate ammirando uno splendido sorgere del sole.

La Riviera Romagnola  famosa anche con il nome di  Riviera dei Parchi,  concentra in pochi chilometri i parchi divertimento che la caratterizzano. Italia in Miniatura (a soli 5 minuti dal residence),  Fiabilandia,   Aquafan  e il parco Le Navi a Cattolica,  l’acquario  Oltremare di Riccione, la grande Mirabilandia  a Savio di  Ravenna.

 

RRisultati immagini per riminiIMINI – Emblema e luogo ideale del turismo diversificato. Importantissima già da molto prima che vivesse di turismo. Nell’epoca romana era un importante punto di riferimento e crocevia, a giudicare dalle molte testimonianze rimaste, alcune delle quali perle di rara bellezza ed importanza culturale, come il Tempio Malatestiano, l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio. Un giro nel centro storico è  da mettere in conto. Inoltre è stata cantata e immortalata da quel gran Maestro del cinema italiano che è stato Federico Fellini, il quale con la sua arte ne ha esportato il mito in tutto il mondo.

 

 

SARisultati immagini per santarcangelo di romagnaNTARCANGELO – Dimostrazione di quanto sia bello l’entroterra romagnolo e come molto spesso agli occhi dei turisti non risalti più per meriti del mare, che in qualche modo l’offusca, che per reali demeriti suoi.
In particolare a Santarcangelo di Romagna, graziosissimo borgo medievale, troverete un florilegio di prodotti tipici da gustare e tante cose da vedere, come l’arco di Papa Clemente XIV in piazza Ganganelli (dove si tiene la famosa festa di San Martino) o il Museo del Bottone, con una collezione di oltre 8500 unità.

 

 

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RICCIONE 

Con le sue vie più chiacchierate e famose, come Viale Ceccarini e Viale Dante, Riccione, detta anche la Perla verde della Riviera Romagnola, rimane un riferimento per la moda ed il glamour. Particolarmente indicata per una serata frizzante o per gli amanti delle discoteche.

 

 

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SAN MARINO

Sul Monte Titano c’è un paesino che è ricco di storia e che da sempre è indipendente, a 750 metri d’altezza è il più antico e piccolo Stato Sovrano del mondo e da secoli mantiene la sua libertà. San Marino rappresenta un caso unico in Europa e vale certamente il tempo di un’escursione, anche perché si tratta di un borgo medievale davvero molto suggestivo, da cui godete di una spettacolare vista su tutta la sottostante Valmarecchia.

 

GImmagine correlataRADARA

Scendendo dopo Gabicce Mare, superato il confine con le vicine Marche, potete ammirare questo piccolo borgo medievale, che ha conservato lo stile di un tempo e che riserva ai suoi visitatori innumerevoli spettacoli ed
eventi, come a luglio quando offre il suggestivo spettacolo Assedio al castello, con una grande partecipazione di attori in costume e spettatori meravigliati. Classico borgo antico, racchiuso da una lunga cinta muraria dove l’imponente scenografico castello, superbo esempio di architettura militare, completa il centro medievale. La Rocca fu ultimata dai Malatesta tra il 1307 e il 1325 e in seguito restaurata più volte. Vuole la leggenda che, proprio a Gradara, Casa Malatesta abbia vissuto la tragedia d`amore di Paolo e Francesca, cantata da Dante: “La bocca mi baciò tutta tremante…”

 

CAImmagine correlataSTELLO DI MONTEBELLO

Quella di Montebello è una delle rocche più belle e meglio conservate della Romagna. Il castello ha la particolarità di poggiare le sue fondamenta proprio sul picco del un monte. Il “Mons Belli” che tradotto dal latino vuol dire Monte della guerra, fu meta di molteplici assalti, ad iniziare dai Malatesta nel 1186. Dopo circa 200 anni furono i Montefeltro a conquistarla e la rocca rimase sotto il loro dominio fino al 1438 quando Il signore dei Malatesta Sigismondo Pandolfo la riconquistò. Oggigiorno i proprietari del castello di Montebello sono la famiglia Guidi di Bagno infeudati dal Papa Pio II nel 1463.


41b241aac2SAN LEO
 

San Leo, detta già Montefeltro, è situata a metri 583 s.m., a 32 km. da Rimini, nella Val Marecchia (SS 258), su un enorme masso roccioso tutt’intorno invalicabile;vi si accede per un’unica strada tagliata nella roccia.Sulla punta più alta dello sperone si eleva l’inespugnabile Forte, rimaneggiato da Francesco di Giorgio Martini, nel XV secolo, per ordine di Federico lll da Montefeltro.L’antichissima città che fu capoluogo (dall’origine alla fine) della contea di Montefeltro e teatro di battaglie civili e militari per circa due millenni, assunse con Berengario II il titolo di Capitale d’ltalia (962-964). S. Leone (sec. IV d.C.) ne fu l’evangelizzatore.

 

Montegridolfo

 Ubicato fra due valli, quella del Conca sul versante romagnolo e quella del Foglia sul versante marchigiano, Montegridolfo si trova sul crinale che divide le due regioni.Le frazioni di Montegridolfo sono cinque:Trebbio,San Pietro,Pozze,Ca’Fornaci,Ca’Baldo.                                           Da sempre terra di confine, Montegridolfo conobbe nel corso dei secoli sia l’influenza del Ducato di Montefeltro che quello dei Malatesta, tanto che nel corso degli anni il cassero malatestiano fu oggetto di scontri e dispute militari. Ed è proprio per questa sua peculiarità difensiva che Montegridolfo fu progettato e costruito come “cassero”, ovvero un borgo con pianta rettangolare dotato di una torre posta a rinforzo del complesso murario.

                                   
Mondaino – VedutaMondaino

L’abitato di Mondaino è sito su una collina a nord della valle del fiume Foglia, a pochi chilometri dal confine con la Regione Marche. Distante, in linea d’aria, 8 chilometri dalla costa del mare Adriatico, Mondaino rappresenta il classico abitato sito fra lo spartiacque di due regioni, tanto che la distanza che lo divide da Urbino, è 23 chilometri e quella del suo capoluogo di provincia, ne conta ben 32.Testimonianze pervenuteci riescono a datare con buona precisione l’avvento del primo insediamento umano della zona. Già in epoca romana possiamo parlare di un Vicus Dianensis, ovvero di un tempio dedicato alla dea della caccia Diana, posto nelle vicinanze di questo, che con ogni probabilità, doveva essere un luogo ricco di selvaggina e soprattutto di daini. Nacque il Mons Damarum o “il monte dei daini” e da qui a Mondaino, il passo è breve.

 

SaludecioVista di Saludecio

Si trova in provincia di Rimini, sulle rigogliose colline della Valconca, a pochi chilometri dal confine marchigiano. Dista 15 km da Cattolica, 20 da Riccione e 30 dal capoluogo Rimini. È inserito nel bacino della Valconca assieme ai comuni di Mondaino Montegridolfo  Il borgo «San Laodecio» è menzionato in un atto di Papa Lucio II del 1144.
La denominazione attuale deriva dall’adattamento di salus Decij, in onore dell’imperatore romano Decio (201-251), scelto come   del borgo. Chiese antiche nella Pieve di Saludecio Ricordiamo San Leone tra le chiese più antiche del comune di Saludecio.

 

Montetiffi

Come siarebbe la piadina senza le teglie di Montetiffi? Inconfondibile al gusto, la piadina romagnola, come tutte le cose buone ha un suo segreto. Trattasi questa volta non di un ingrediente, ma bensì di come viene cotta. Il pane dei romagnoli viene infatti preparato su dei piatti di terracotta nonché teglie particolari che danno quel gusto di autentico, antico e naturale alla piada. Queste teglie conosciute da tutti come le teglie di Montetiffi, sono degli arnesi da cucina molto antichi, ma che ancora oggi battono i più moderni sistemi di cottura tradizionali. Infatti, cotta su una teglia di Montetiffi, la piada ha una differenza di gusti e aromi che la rendono diversa e speciale da una cotta su una piano riscaldato moderno. Le teglie sono prodotte principalmente a Ville Montetiffi di Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì – Cesena. Questo paese è conosciuto principalmente come la patria dei “tegliai” tanto che, come viene realizzata si tramanda in generazione in generazione di artigiani, vista la passione e l’amore alle tradizioni di queste famiglie che da sempre realizzano le teglie.

 

Sogliano al Rubicone

La località è conosciuta per la produzione di un particolare tipo di formaggio stagionato in antiche fosse da grano, di origine malatestiana, conosciuto anche come “formaggio di fossa“.Il toponimo originario del paese pare derivare da
quello del “Fundus Solliani”, nome originario dell’attuale area su cui sorge il Comune di Sogliano al Rubicone. Tale fondo apparteneva alla gens romana Cornelia della familia Silla, in parte residente a Rimini. Di tale gens è discendente la famiglia dei Silighini, la cui dimora nel 1144 ha il nome di “Castrum Sulliani” e che nel settembre del 1233 prestò giuramento a Rimini (giuramento della Calbana). Sul finire del Settecento i Silighini si spostano nel territorio delle Ville di Montetiffi, dove Sebastiano esercitò la professione di avvocato e dove tuttora è la residenza di famiglia. Lo stemma di famiglia ha due spighe di grano dorate intrecciate su bianco.
Fonti meno attendibili riconducono l’origine del nome Sogliano all’antica usanza di adorare il dio pagano Giano Bifronte.Nel periodo medioevale Sogliano fu castello dei Malatesta di Rimini, sul quale esercitarono il loro dominio più duraturo. Infatti i Malatesta governarono il territorio soglianese sino al 1640, anno in cui passò allo Stato Pontificio. Il castello malatestiano, che sorgeva anticamente nel punto più alto del paese, venne definitivamente distrutto nel corso del XIX secolo per delibera del consiglio comunale, che realizzò in tale luogo un’ampia piazza al fine di favorire l’importante funzione di mercato agricolo assunto dalla cittadina.

 

Risultati immagini per petrella guidiPetrella Guidi

Nell’Alta Valmarecchia, in provincia di Rimini (fino a due anni fa era territorio marchigiano), c’è un piccolo borgo medievale, Petrella Guidi. Un castello e un pugno di abitazioni, per una ventina scarsa di residenti. Qui, da qualche mese, si sta giocando la scommessa di Paolo Trento(fondatore di Mandarina Duck), che con la moglie Galya Falileeva ha rimesso a nuovo alcune vecchie dimore e dato vita Petrella Guidi Historical Hideaway. È letteralmente un posto fuori del mondo: silenzio, natura, pace assoluta. Rimini, con le sue fabbriche del divertimento, è ad appena tre quarti d’ora d’auto, ma chi arriva da queste parti ha la sensazione di aver scoperto la formula per viaggiare a ritroso nel tempo.

 

Gemmano

Trabocca di verde il punto più alto in Valconca della provincia riminese. Splendida la natura che ricopre le sue colline per il rigoglio e per la spontaneità. Un’oasi paradisiaca di silenzio e di luce attraverso cui si godono orizzonti infiniti. Una località da non trascurare soprattutto per coloro che amano le ambientazioni bucoliche. E non è tutto, perché nel territorio comunale insistono le Grotte di Onferno, tutelate all’interno dell’omonima Riserva naturale. Di rilievo regionale e nazionale, sono le uniche grotte naturali del riminese e sono facilmente raggiungibili e visitabili, con la gradita sorpresa di un luogo incantevole e unico sia per la conformazione geologica che per i suoi singolari abitatori, oltre 6000 esemplari di pipistrelli, quasi sei volte più numerosi dei cittadini. Anche la storia ha lasciato tracce notevoli. Nelle campagne, in una bella piana al confine con Montefiore, in località S. Pietro in Cotto, vi è traccia di un popolamento diffuso relativo a un intenso sfruttamento delle risorse agricole, articolato in fattorie e ville urbano-rustiche. Al tardo medioevo sono riconducibili le sue origini castrensi che, nonostante le devastazioni provocate dagli scontri lungo la Linea Gotica nel secondo conflitto mondiale, ancora sono ben leggibili, aiutati dal percorso descrittivo che accompagna la visita.

Talamello

Addossata al Monte Pincio che la protegge, dalla parte del fiume dialoga con i dirupi su cui svettano le fortezze di San Leo e Maioletto, controllando la vallata e la contigua Novafeltria. È il comune da cui essa è nata circa cento anni fa, lasciando Talamello orfana di una grossa fetta di territorio e popolazione. È appartenuta alla famiglia dei Della Faggiola infeudata dal papa, per poi tornare più volte nelle mani della Chiesa e dei Malatesta. Nel 1296 qui
si verificò una vicenda assai rara per queste terre, sempre caratterizzate dallo scontro tra Malatesta e Montefeltro. Il ghibellino Maghinardo Pagani, condusse in battaglia contro l’esercito papale sia i riminesi che i montefeltrani insieme riuscendo a conquistare Talamello. Però il dominio durò poco, il Papa se ne riappropriò e lo stesso accadde anche dopo la scomunica a Sigismondo Pandolfo Malatesta, quando infeudò i Guidi di Bagno e i Malatesta di Sogliano. Nel 1490, ebbe inizio la produzione di polvere da sparo nei vari mulini talamellesi che si concluderà nel XX sec. Ne restano le vestigia e assai curiosi sono i due depositi a forma ottagonale, dei secoli XIX e XX, che si trovano in località Campiano. Il centro storico invita alla passeggiata per l’intimità che offre al visitatore e le perle da scoprire nel perimetro di poche centinaia di metri. Tra queste la fontana che ingentilisce la piazza, la Cella del cimitero che racchiude autentici tesori quattrocenteschi, lo splendido Crocifisso di “Scuola riminese del Trecento”. Da non trascurare il Teatro Amintore Galli, intitolato al padre dell’Inno dei Lavoratori, che qui ebbe i natali nel 1845, insegnante, critico e apprezzato compositore.


Poggio Berni

La storia del comune di Poggio Berni.
Trovasi a cavallo fra il fiume Uso e il fiume Marecchia, dal suo magnifico osservatorio naturale, Poggio Berni domina le due vallate. Di antichissime origini (i primi insediamenti umani nel territorio risalgono all’età del bronzo) fu partecipe in età romana delle vicende politico-economiche della vicina Ariminum.
Durante il Medioevo fu feudo dei Malatesta seguendone le sorti e vicende. E dalla nobile famiglia fu fortificato a dovere. Nel 1600 passò di mano: a reggere le sorti del verde borgo fu la famiglia toscana dei principi Montemaggi, passati alla storia per la loro umanità. Fu tale don Sebastiano ad adoperarsi con i gran duchi per fornire alle ragazze povere da marito un’adeguata dote. A don Giacomo, invece, l’altruistico interessamento per rendere meno disumana la prigionia ai carcerati rinchiusi nelle grotte piene d’acqua.

 

Verucchio

Verucchio desta curiosità in ogni momento dell’anno e l’imponente sasso su cui è appollaiata la rende ancora più affascinante.
Tra il IX e il VI secolo a.C. fu centro nevralgico della cosiddetta civiltà Villanoviana, si sostiene di origine etrusca. Ricchi reperti sono stati riportati alla luce dalle necropoli scavate attorno al paese, oggi esposti nel Museo Civico Archeologico. L’area degli scavi ed il Museo fanno parte del Parco Archeologico di Verucchio.
La cittadina è anche conosciuta come “culla dei Malatesti” perché qui ebbe inizio, se non la famiglia, certo la potenza dei Malatesta, ad opera di Giovanni della Penna dei Billi (1150-90), detto appunto il Malatesta.
Di impianto medievale e ricca di edifici storici, Verucchio è distesa tra due colline un tempo coronate da poderose rocche, quella del Passerello – sui cui ruderi oggi è insediato un convento – e quella del Sasso, oggi Rocca Malatestiana, una delle fortificazioni della Signoria meglio conservate, edificata a dominio del paese, della valle e della pianura.
Sulla strada che scende verso la pianura, ai piedi dello sperone su cui poggia il centro storico, si segnala una Pieve Romanica del X secolo d.C., visibile solo dall’esterno.
A Villa Verucchio, frazione in pianura, si trova il Convento Francescano che la tradizione vuole fondato da San Francesco nel 1213. Nel suo chiostro s’ innalza maestoso un cipresso colossale alto oltre venticinque metri che sarebbe stato originato dal bordone piantato e fatto rinverdire dal Santo stesso.

 

Torriana

Torriana dista 7 chilometri da Santarcangelo di Romagna. Di origini villanoviana, dopo il 1000 fu dominata dai Malatestiani da Verucchio. La leggenda narra che nelle segrete del castello di Torriana venne ucciso Giancio
tto Malatesta.Nel 1504, come gran parte della Romagna, Torriana passò a Venezia tornando dopo pochi anni alla Chiesa, che nel 1519 la concesse al conte Pio dei Carpi.
Centro agricolo, per lungo tempo le pendici del suo monte Scorticata vennero erose da cavatori e marmisti. Fu centro di segnalazioni per la vallata nel ‘300, facendo parte di quel complicato sistema di paesi dove sorgevano torri per segnalazioni luminose che arrivava fino a Urbino e per tutto il Montefeltro.Il nome Scorticata venne cambiato da Benito Mussolini nel 1938 in Torriana. Sul finire degli anni ’70, Torriana incluse Montebello, oggi sua frazione, dal comune di Sogliano al Rubicone. Montebello è nota per il suo castello appartenente alla famiglia dei conti di Bagno dove, agli inizi dell’800, si celebrarono le gesta del bandito Tommaso Rinaldini, detto “Mason dla Blona” poi decapitato, a Ravenna dalle truppe papaline. Fra Montebello e Torriana si erge il colle di Saiano, a picco sul Marecchia, dove nel 1300 venne costruita una chiesa, successivamente ampliata e dedicata alla Madonna.
Località sicuramente abitata fin dai tempi dell’età del ferro, come dimostrano i numerosi reperti archeologici ritrovati in loco.

 

Montefiore

Montefiore è la capitale medioevale della Valle del Conca e uno dei paesi della Signoria dei Mal
atesta più integri e affascinanti.
Non a caso Montefiore rientra nel prestigioso circuito dei “Borghi più belli d’Italia”.
La Rocca, come sentinella di pietra delle terre malatestiane, offre, con le sue geometrie severe e imponenti, scorci davvero unici. Sorge su un promontorio                                                                                            dove, nelle giornate serene lo sguardo abbraccia la costa da Fano a Ravenna

PiRisultati immagini per pista ciclabile marecchiasta Ciclabile della Valmarecchia  

Si parte dal mare di Rimini e dalla storia dell’età romana e attraverso il fiume Marecchia si scopre il favoloso entroterra della Romagna lungo la strada ciclabile, ben segnalata per la maggior parte dell’itinerario. Si possono fare numerose deviazioni e scoprire luoghi di sicuro interesse sia paesaggistico che storico-culturale: Madonna di Saiano, Verucchio, San Leo, Torriana, Montebello, per citarne alcuni.
Si sconfina nelle Marche attraversando il fiume, ma il fiume e la sua pista non finiscono nella scarna traccia che vi ho segnalato: a voi scoprire il resto.

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La riviera dei parchi

Una giornata completamente dedicata al gioco, sulla Riviera Adriatica non è prerogativa solo dei piccoli. Il più grande parco divertimenti d’Italia,Mirabilandia, attende i visitatori di ogni età con spettacoli e attrazioni coinvolgenti e indimenticabili. Per la gioia dei bambini e delle famiglie sono il parco giochi Fiabilandia di Rimini, il primo parco divertimenti della Costa che ancora riscuote moltissimo successo fra i giovanissimi, e la divertentissima Italia in Miniatura a Viserba di Rimini, un istruttivo viaggio attraverso tutta l’Italia senza spostarsi dalla Romagna.